La schola cantorum di Presicce

La nostra schola cantorum

M° Anacleto Tamborrini



La Schola Cantorum Parrocchiale Santa Maria degli Angeli cerca cantori, ovvero delle normalissime persone “speciali” disposte a sperimentare un modo diverso, utile, creativo e costruttivo di utilizzare la propria voce. Non sono necessari requisiti particolari, se non il desiderio di servire - insieme, cioè: in coro - la liturgia attraverso il canto.

DOVE E QUANDO. Le prove del Coro si tengono normalmente il sabato  alle ore 19:00  in Chiesa Madre.
CHI (LE “DOTI” DI UN CORISTA). Si può cantare ad ogni età! Anzi, il coro è più ricco se è misto. Se i più giovani possono mettere entusiasmo e freschezza, i meno giovani portano un bagaglio di esperienza di vita e di posatezza (questo schema, naturalmente, può ribaltarsi...). Chi è più pronto ad imparare aiuterà di fatto anche chi è meno deciso. È proprio il caso di dire che: “l’unione fa la forza” e fa anche la qualità e il gusto del cantare.

L’ORECCHIO. Non a caso è da mettersi al primo posto perché, per esser parte di un coro (anche se sembra strano), l’organo essenziale è l’orecchio. È lui che ci permette, con il suo “lavoro”, di diventare un tutt’uno con le altre voci e di armonizzarci ad esse senza sbagliare. Attraverso l’attenzione, la pazienza, la pratica del coro, esso diventa non solo strumento della testa, ma del cuore.

LA VOCE. Ovviamente serve la voce, più precisamente: una voce, la nostra voce; non “la” voce con la V maiuscola. Se qualcuno vi ha detto: “Hai una voce comune, non ha niente di speciale.” Ci sono buone possibilità che sia comunque perfetta in un coro. Primo, perché far parte di un coro è il modo ideale per migliorare il nostro “bagaglio vocale”; secondo perché cantando con gli altri ogni singola voce è prezioso contributo alla creazione del risultato finale. Basteranno un po’ di attenzione e minimi accorgimenti per fare in modo che i miglioramenti siano evidenti e sostanziali. Le voci, nel coro, fioriscono.

LA TESTA. Avremmo anche potuto scrivere l’attenzione, la voglia, la concentrazione... in sintesi: quel “motore” che ci spinge a far caso a quello che cantiamo e a ciò che ci circonda. Quello che esce dalla bocca deve essere prima di tutto chiaro nella testa; il nostro pensiero, una volta “nato” e diventato voce, deve unirsi ed armonizzarsi a quello degli altri; solo così può crearsi nel modo corretto quel meraviglioso tutt’uno di voci che è appunto il coro.

IL RESPIRO. Tutti, ovviamente, sappiamo respirare! Nel cantare in coro, però, scopriamo ben presto che nella vita di tutti i giorni si sfruttano polmoni e respiro in maniera veramente minima (e talvolta scorretta!). Il primo passo per migliorare il canto è infatti sperimentare insieme una corretta respirazione, finalizzandola alla emissione vocale. Non è difficile, ma è fondamentale.

LA VOCE(NEL CORO). La voce è il più completo ed evidente strumento che il corpo ci offre per esprimerci verso il mondo. Cantare significa sfruttare appieno tutte le capacità del nostro strumento. Far parte di un coro non è semplicemente sommare il suono del nostro strumento a quello degli altri, ma è anche (e soprattutto) armonizzazione dell’apporto di ognuno in un tutto; è la possibilità di creare e di vivere qualcosa che con la nostra sola voce non sarebbe mai possibile. All’interno del coro non è essenziale una voce straordinaria: è nell’unione e nell’accordo con le altre che ognuna può raggiungere la sua massima espressione.

L’ASSETTO DEL CORO. Il nostro è un coro che ha un assetto a quattro voci miste (o, come si dice in gergo, ‘dispari’): le voci femminili sono divise in Soprano e Contralto; quelle maschili, in Tenore e Basso. Da non confondersi con le omonime voci della Lirica; le voci del coro richiedono minore estensione ed un approccio molto più morbido. All’interno del servizio liturgico il coro alterna brani ad una voce – in cui tutti cantano la stessa cosa, magari accompagnati dall’organo, oppure voci maschili e femminili che si rispondono – a brani polifonici spesso “a cappella”, cioè senza strumenti. Nel nostro repertorio, non mancano I gospel ed i canti popolari.

Il coro parrocchiale Santa Maria degli Angeli, è nato nel Novembre del 1994, quando l’allora Parroco

Don Domenico De Giorgi incaricò l’organista Antonella Cazzato a preparare nel  migliore dei modi l'animazione  della messa domenicale presso la Chiesa Madonna del Carmine insieme  ad una decina di bambine.

Nel 1996 su incoraggiamento del Viceparroco del tempo don Salvatore Abaterusso si decise di rendere stabile il coro affiancando all’organista Antonella Cazzato,  il Maestro Anacleto Tamborrini che all’epoca studiava musica presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce.

Col passare del tempo il sodalizio si è rafforzato: qualcuno ha mollato, ma molti hanno aderito e la formazione conta attualmente su una trentina di voci.

Il coro non è a scopo di lucro e le offerte provenienti  in occasione di matrimoni e concerti,  vengono depositate in un apposito fondo cassa che viene utilizzato sia per lo svolgimento della normali  attività gestionali  del coro nonché per l’organizzazione di qualche viaggio religioso-culturale, allo scopo di consolidarne il legame ed accrescerne lo spirito di gruppo.

Indimenticabili  sono state le esperienze maturate a San Giovanni Rotondo nel 2000, ad Assisi nel 2009 e nel 2011, a Firenze nel 2010 e Roma nel 2011.

Con il frutto dei nostri sacrifici abbiamo inoltre acquistato la Cantoria posta in Chiesa Madre e il nuovo Organo.

Dal 2009 l’organista del coro è la Prof.ssa Anna Lucia  Rosafio, mentre il Direttore è il Maestro Anacleto Tamborrini che da 16 anni prepara e dirige il coro con costanza, impegno e dedizione.

Perché non provare a partecipare al nostro coro?

Basta solo un po’ di coraggio e di buona volontà: moglie e marito, ragazze e ragazzi, adulti e anziani, ma con il cuore giovane, tutti possono fare questo meraviglioso regalo alla parrocchia e a se stessi.