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CATECHESI PER GLI ADULTI - 05 [ 30 GENNAIO 2005 ]
E NELLA FORZA DELLA PAROLA
4. LA CHIESA CREATURA DELLA PAROLA
La prima fonte da cui nasce e di cui vive la Chiesa è la Parola di Dio. Convocata mediante la chiamata di Dio, essa è totalmente strutturata attorno a questa Parola: la fede, i sacramenti, la vita cristiana... tutto è in dipendenza da questa Parola.
Al tempo stesso fa parte della missione della Chiesa portare a tutte le genti sino ai confini della terra questa Parola, come Vangelo, ossia come annuncio di salvezza.
E’ anche questo un aspetto del mistero della Chiesa: essere comunità convocata dalla Parola e convocante per mezzo della proclamazione del Vangelo; ed essere, perciò, evangelizzata ed evangelizzatrice.
Sicché il primo atteggiamento della Chiesa è quello di essere “in religioso ascolto della Parola di Dio”, nell’atto di proclamarla con fiducia “affinché per l’annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami” (cf. Dei Verbum 1, che cita un testo di S. Agostino).
a. I molteplici legami tra la Chiesa e la Parola
- Il mistero della Chiesa trova il suo inizio nell’annuncio del Regno fatto da Gesù (cf. Lumen Gentium 5). Di questo annuncio la Chiesa, come ha ricordato Paolo VI, “è il frutto normale, voluto, più immediato e più visibile” (Esort. Apost. Evangelii Nuntiandi 15). Questa nascita trova la sua prima, clamorosa espressione nel giorno grande della Pentecoste allorquando “quelli che accolsero la Parola furono battezzati” (At. 2, 41).
- Nata dalla Parola, la Chiesa continua il suo pellegrinaggio nella storia verso la manifestazione gloriosa del Signore, come depositaria e come portatrice del Vangelo per il mondo intero. E’ questa, infatti, la missione affidata da Gesù ai suoi discepoli: “Andate e fate miei discepoli tutti i popoli...” (Mt. 28,19).
A partire da questo mandato del Signore “evangelizzare è la grazia propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare e insegnare...” (Evangelii Nuntiandi 14).
- La Chiesa è affidata alla Parola. A proposito si ricordi un dettaglio presente in quel discorso tenuto da S. Paolo agli anziani di Mileto, che è considerato come il suo “testamento pastorale” (J. Dupont): “Ed ora io vi affido a Dio e alla parola della sua grazia...” (cf. At. 20,32). L’espressione è sorprendente perché, forse, tutti noi ci soffermiamo troppo sul fatto che la Parola di Dio è affidata alla Chiesa; poco riflettiamo, invece, sul fatto che non la Parola è affidata all’annunciatore ma questi alla Parola.
Invece Paolo avverte che non è 1’evangelizzatore a salvare il mondo ma la Parola. L’evangelizzatore con le sue sole forze non potrebbe e non ne sarebbe capace, ma la Parola di Dio è potente.
b. L’annuncio della Parola nella Chiesa
Le forme in cui si realizzano l’accoglienza e l’annuncio della Parola di Dio nella Chiesa locale sono:
- quelle collegate alla celebrazione dei sacramenti in quanto la preparano e la accompagnano; ed anche quelle che aiutano a ravvivare la grazia sacramentale ricevuta e a ricordarne gli impegni per la vita;
- la celebrazione stessa dei sacramenti che, in quanto “segni” della grazia che comunicano, suppongono la fede suscitata dall’annuncio della Parola, la irrobustiscono e la esprimono;
- 1’omelia che adatta nell’esistenza dell’assemblea le multiformi ricchezze del mistero di Cristo e della celebrazione liturgica;
- la predicazione collegata alle molteplici espressioni di fede della comunità cristiana;
- le altre forme di evangelizzazione non collegate ad una celebrazione liturgica ma inserite nel contesto della catechesi propriamente detta o dell’insegnamento della fede cattolica.
c. Il magistero della Chiesa e la Parola di Dio
Il Concilio Vaticano II ha espresso il rapporto tra il magistero e la Parola di Dio in questi termini:
“L’ufficio... di interpretare autenticamente la parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma ad essa serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso in quanto, per divino mandato e con 1’assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio” (Dei Verbum 10).
Questo compito comporta non soltanto il dovere di insegnare il Vangelo di Cristo e di confermare i fedeli nella vivezza della fede, ma anche, all’occorrenza, il dovere di difendere 1’integrità e 1’unità della fede da credere e da praticare nella vita (cf. Lumen Gentium 21).
Quando, in comunione con il Vescovo di Roma, esercitano ordinariamente il loro ministero e insegnano la dottrina della fede e della morale i Vescovi devono essere da tutti ascoltati con venerazione. Essi sono, infatti, i testimoni della divina e cattolica verità e i pastori ai quali il Signore ha affidato la cura del suo gregge. In questo senso il loro magistero è chiamato “autentico”, cioè autorevole.
Ogni fedele deve accettare il giudizio dato dal suo Vescovo in nome di Cristo su cose che riguardano la fede e la morale, e deve aderirvi con religioso rispetto. Questo medesimo religioso rispetto egli lo deve pure al magistero autentico del Papa, anche quando con il suo insegnamento egli non intende sancire con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale.
L’insegnamento dei Pastori assume, poi, il massimo grado di autorità quando un papa, o un concilio ecumenico proclamano in modo definitivo e solenne che qualcosa è rivelato da Dio. In questi casi la Chiesa ritiene che il loro insegnamento è anche infallibile. Egualmente, i Vescovi enunziano infallibilmente la dottrina di Cristo quando, benché dispersi per il mondo ma tutti insieme conservanti tra di loro e col Successore di Pietro il vincolo della comunione, nel loro insegnamento autentico convengono su di una sentenza da ritenersi come definitiva. .
La Chiesa, infatti, è certa che lo Spirito Santo assiste il magistero in modo tale da non permettere mai che esso obblighi solennemente i fedeli a ritenere ciò che invece non è davvero contenuto nella Parola di Dio. L’assistenza dello Spirito Santo garantisce, invece, il Magistero della Chiesa perché non sbagli quando, esprimendo un giudizio sulla fede, insegna in forma definitiva e come divinamente rivelata una determinata dottrina riguardante la fede da credere e da praticare nella vita (Cf. Lumen Gentium 25).

Parrocchia "S. Andrea Apostolo"

ITINERARIO DI FORMAZIONE PER GENITORI E PADRINI
IN PREPARAZIONE AL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
SETTEMBRE-OTTOBRE  2009

23 Settembre Perché chiedo il Battesimo per mio figlio?
(a questo incontro partecipano anche i padrini)
Obiettivo: far emergere le motivazioni di partenza
25 Settembre Nella notte della ricerca (“Come può un uomo rinascere”)
Obiettivo: è bello ricominciare - risvegliare la ricerca religiosa e favorire un rinnovato incontro con Gesù Cristo
29 Settembre La sfida della rinascita (“Come può accadere questo?”)
Obiettivo: aiutare a capire da dove e come si può ricominciare
1 Ottobre La scelta e la decisione: vivere o lasciarsi morire?
Obiettivo: vita fisica e vita eterna. Riscoprire la concretezza dell’Amore di Dio per me nella Croce di Gesù
Viene consegnata la scheda per l’esame di coscienza
2 Ottobre Liturgia penitenziale e celebrazione del sacramento della Confessione
Obiettivo: una liturgia penitenziale per tutti che possa favorire l’accostamento al sacramento della riconciliazione.
Sono invitati a partecipare anche i Padrini

4 Ottobre

domenica

Celebrazione della messa domenicale
Obiettivo: benedizione dei bambini non ancora battezzati (a questo incontro partecipano anche i padrini)
6 Ottobre La forza della Pasqua nel simbolismo sacramentale dell’acqua battesimale
Obiettivo: il rito come immersione nella Pasqua di Gesù che mi rende creatura nuova
9 Ottobre La professione della nostra fede battesimale
Obiettivo: riflettere sulla professione della fede quale condizione per chiedere il battesimo del figlio
11 Ottobre Celebrazione della messa domenicale
Obiettivo: l’adulto fa memoria del proprio Battesimo,Cresima ed Eucaristia
(Partecipano anche i padrini)

 

I catechisti-accompagnatori durante l’itinerario incontrano ogni coppia del proprio gruppo nella rispettiva famiglia (a questo incontro partecipano anche i padrini).

Tel. e Fax 0833.727022 - www.sanandrea.org - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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