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Rinnovamento dello Spirito

LE ORIGINI E LA STORIA DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO
Le origini del RnS risalgono agli inizi del 1967, nell'immediato postconcilio (chiusura del Concilio Vaticano II: dicembre 1965). Il concilio aveva mobilitato tutta lachiesa cattolica, risvegliando attese e speranze, dando l'avvio al grande aggiornamento: teologico, liturgico, ecumenico...
Erano stati risolti tutti i problemi? Purtroppo, i fatti sembravano dimostrare il contrario. Il Concilio aveva certamente dato delle risposte valide alle esigenze dell'uomo moderno, ma non bastava. Nonostante tutte le riforme, la crisi religiosa non si fermava: il secolarismo continuava la sua avanzata, le chiese si svuotavano, le vocazioni calavano, lo slancio missionario sembrava esaurito... Le persone più attive e consapevoli si chiedevano - e molti si chiedono tuttora: Come mai? Che cosa manca? Che cosa dovevamo fare e non abbiamo fatto? Bisogna ammettere che si tratta di domande cruciali e che, in certa misura, mettono in gioco i fondamenti stessi della chiesa. D' altra parte, poiché capo e signore della chiesa è sempre Gesù Cristo, una soluzione della crisi ci deve essere!
A questi interrogativi erano particolarmente sensibili alcuni giovani professori universitari degli Stati Uniti, dove la crisi appariva particolarmente deleteria. Impegnati in prima persona in varie attività pastorali, essi vedevano attorno a sé scoraggiamento, depressione, evasione, oppure l'accettazione di una fede triste e rassegnata.
La forza dello Spirito Santo
Essi confrontavano la chiesa attuale con la chiesa che emerge dagli Atti degli Apostoli: una chiesa, questa, tutta unita, viva, entusiasta, convincente, cui "il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati (At 2, 48). Da che cosa dipendeva questa differenza? Compresero che le riforme strutturali non bastano, ma bisogna cambiare l'interno, ossia il cuore del cristiano. All'origine della chiesa c'era stata la Pentecoste. Era forse esaurita la potenza della Pentecoste? O ci siamo allontanati dalla Pentecoste?
Con questi interrogativi, essi erano arrivati al nodo della questione. Nella costituzione dogmatica sulla chiesa essi leggevano passi stupendi sulla presenza e l'azione dello Spirito Santo nella chiesa. Per esempio, il seguente «Lo Spirito Santo dimora nella chiesa e nel cuore dei fedeli come in un tempio (1 Cor 3,16; 6,19) e in essi prega e rende testimonianza della loro adozione filiale (cf Gal 4,6; Rm 8,15-16 e 26). Egli guida la chiesa verso tutta intera la verità (cf Gv 16,13), la unifica nella comunione e nel mistero, la costruisce e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti (cf Ef 1, 11Cor 12,4; Gal 5,22). Con la forza del Vangelo fa ringiovanire la chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo... Poiché lo Spirito e la sposa dicono al Signore Gesù: Vieni (cf. Ap. 22,17)... Così la Chiesa si presenta come un popolo adunato nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (LG 4/287).
Il Concilio parlava chiaro, ma la realtà?
A questo punto, l'attenzione dei nostri giovani ricercatori fu attirata dal movimento pentecostale (un movimento spirituale protestante che si richiama alla Pentecoste), che in quegli anni si era molto sviluppato tra le chiese evangeliche.
Come cattolici, erano assicurati dal Concilio che aveva affermato: “Quanto viene fatto dalla grazia dello Spirito Santo nei fratelli separati può contribuire alla nostra edificazione" (Decreto sull'ecumenismo 4/516). Dopo essersi bene informati, decisero di chiedere a un gruppo di pentecostali che pregassero per loro e su di loro. Attraverso questa preghiera, essi ricevettero una grazia potente, simile a quella della Pentecoste: si sentirono trasformati interiormente, ripieni di Spirito Santo, con un amore nuovo per Dio, per la chiesa e per gli uomini, esperimentarono la gioia di essere cristiani e si manifestarono in loro alcuni carismi. Quando, a loro volta, questi primi cattolici rinnovati pregarono su alcuni loro amici cattolici, chiedendo per essi una nuova effusione dello Spirito Santo, anche questi esperimentarono gli stessi cambiamenti.
La conclusione era evidente: lo Spirito Santo non era cambiato; la Pentecoste era davvero permanente; anche oggi il cristiano può attendere la forza dall'alto. Queste cose accadevano alla fine del 1966 e, all'inizio dell'anno seguente, già si formava il primo gruppo cattolico di preghiera carismatica. La notizia di questi eventi si diffuse rapidamente fra gli amici di varie università Usa, coinvolgendo professori e studenti. La grande scoperta era data dal fatto che la Pentecoste non era qualcosa di lontano e sperduto nel tempo, ma una realtà tuttora viva e attuale. Il papa Paolo VI aveva detto che la Pentecoste deve essere permanente. Ed ecco che questi primi iniziatori cattolici potevano constatare che la preghiera per una nuova effusione dello Spirito ritrovava, in qualche modo, l'efficacia sorprendente della Pentecoste. E quello che era ancor più sorprendente era il fatto che questa trasformazione interiore avveniva per tutti coloro che la chiedevano sinceramente. Fu una scoperta straordinaria. Ebbe inizio, da quel momento, una nuova generazione di cattolici. Ormai anche nella chiesa cattolica lo Spirito santo operava in modo nuovo. Il primo ritiro ebbe luogo a metà febbraio del 1967 presso l'università Dunquesne, a Pittsburg (Pennsilvania) e vi parteciparono circa 30 persone. In brevissimo tempo gli aderenti si moltiplicarono negli Stati Uniti e poi in Canada, in Europa e in tutto il mondo. Attualmente si dichiarano appartenenti al Rinnovamento carismatico cattolico circa 60 milioni di persone. Si tratta del più vasto movimento ecclesiale postconciliare.
Il Rinnovamento nello Spirito in Italia
Già nel 1971 abbiamo a Roma il primo gruppetto del RnS. Era plurilingue ed ecumenico. Successivamente si formano i vari gruppi linguistici e, nel 1973, si ha il primo gruppo di lingua italiana. Tuttavia, il vero lancio del RnS in Italia si è avuto dopo il 1975, Anno Santo, che ha visto a Roma il congresso internazionale. In quell'occasione, i 10.000 congressisti, precisamente il lunedì dopo la Pentecoste, furono ricevuti in S. Pietro da Paolo VI, il quale rivolse loro un mirabile discorso, pieno di incoraggiamento.
La risonanza di questi avvenimenti ha abbattuto le mura della diffidenza verso la novità e i gruppi si moltiplicarono in ogni regione e in ogni città.
Attualmente i gruppi in Italia sono circa 1800, collegati tra di loro a livello regionale (coordinatore e consiglio regionale) e nazionale (Comitato Nazionale di Servizio).
Ogni gruppo vive nella sua autonomia, ma in comunione con gli altri. Il cammino comune viene celebrato con gli incontri regionali e con le convocazioni nazionali che, da vari anni, si tengono a Rimini.
Una corrente spirituale
Che cos'è il Rinnovamento nello Spirito? Come si caratterizza all'interno della chiesa?
Innanzitutto, il RnS s'inserisce in quella che il papa Giovanni Paolo Il chiama "una nuova stagione aggregativa dei fedeli laici" (Christifideles laici, n. 29). Il papa, nel medesimo documento, ne spiega le ragioni culturali ed ecclesiologiche. Ma l'aggregarsi dei laici è soprattutto "un segno della comunione e dell'unità della chiesa in Cristo". È questa ragione profonda, afferma il papa, che fonda il diritto di aggregazione proprio dei fedeli laici (cf can. 215).
Il RnS, benché diffusissimo nel mondo intero, non si presenta però come un movimento vero e proprio, ma come una grande corrente spirituale. Non ci sono, infatti, iscrizioni o capi-fondatori. Nel presentare il RnS è doveroso dire che esso è uno in Italia con uno statuto guida approvato definitivamente dalla CEI il 14 Marzo 20002 a cui il gruppo della Parrocchia S.Andrea di Presicce fa riferimento.
Come abbiamo visto, tutto ha avuto origine da una forte esperienza dell'azione dello Spirito Santo nel cuore e nella vita di alcuni cattolici ferventi. Si parla di una nuova effusione dello Spirito, che si innesta nella realtà e nella spiritualità del battesimo, che infonde radicalmente lo Spirito Santo. Chi riceve questo sacramento nell'infanzia, ha bisogno di prenderne coscienza con l'uso di ragione e nell'età matura, con una scelta personale di Gesù Cristo come Signore della propria vita. Questa scelta non avviene automaticamente; spesso non avviene mai, ma si vive una fede incerta o abitudinaria. La preghiera per l'effusione dello Spirito, con tutto il suo caratteristico itinerario di preparazione, si rivela un mezzo potente per aiutare il cristiano a consegnare la propria vita a Cristo e ad aprirsi all'azione e ai doni dello Spirito Santo.
Chi siamo
Il gruppo si riunisce una volta alla settimana per un incontro di preghiera, articolato in preghiera di lode e di ringraziamento; la preghiera è alternata con ascolto della Parola di Dio e sua risonanza ed è accompagnata da canti e testimonianze, in un clima di gioia e di fraternità pasquale. Si dà spazio alla preghiera di intercessione e di liberazione. L’incontro diventa così una forma di annuncio, nella quale i partecipanti, sulla base del Sacerdozio comune dei fedeli, sono condotti ad un incontro personale con Gesù, tramite anche la propria testimonianza comunicata nella fede.
La vita del gruppo ha il suo cuore nell’esperienza della preghiera per una nuova effusione dello Spirito che, come afferma il Cardinale Suenens, richiama l’esperienza consapevole, il significato esperienziale del battesimo. L’effusione dello Spirito è, pertanto, un richiamo alla conversione, al rinnovamento interiore, una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana. A tal proposito Padre R.Cantalamessa afferma: “ L’uomo finalmente reca la sua parte, cioè fa una scelta di fede responsabile e personale, preparata dal pentimento, che permette all’opera di Dio di liberarsi e di sprigionare tutta la sua forza. Il dono di Dio viene finalmente “slegato”, la fede rivive e “ l’opus operantis” si rende manifesto” L’effusione dello Spirito Santo è causa di “rinascita” spirituale, la stessa che Gesù proponeva a Nicodemo, perché fosse capace di stupirsi delle meraviglie e delle novità dello Spirito.
Il gruppo si impegna a crescere nei seguenti aspetti:
1. nel porre al centro di ogni cosa Gesù, invocato e proclamato come Signore e Salvatore;
2. nella conversione permanente, espressa nella lotta al peccato e nel richiamo al cammino di Santità;
3. nel coltivare la passione per la gloria di Dio, nella preghiera di lode e di intercessione;
4. nel considerare l’urgenza della parola di Dio, da cui derivano l’ascolto profetico in preghiera e l’obbedienza alla Parola;
5. nella crescita nella vita comunitaria e nella condivisione fraterna che si esprime soprattutto nell’ascolto delle necessità dell’altro e nell’accompagnamento che manifesta attenzione ai fratelli nella vita quotidiana;
6. nella cura pastorale per gli ultimi, per i più deboli, per i “nuovi”;
7. nel rendere testimonianza di ciò che il Signore compie nella nostra vita e nella vita del gruppo.
Il gruppo si riunisce ogni domenica alle ore 17.00, a Presicce presso la chiesa di San Luigi, sita in Piazza del Popolo.
COME CONTATTARCI
Telefono: 0833-726063 / 347-5320087
Fax: 0833-726063
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Calendario attività dei gruppi della diocesi Ugento-S.M di Leuca

LE ORIGINI E LA STORIA DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO

Le origini del RnS risalgono agli inizi del 1967, nell'immediato postconcilio (chiusura del Concilio Vaticano II: dicembre 1965). Il concilio aveva mobilitato tutta lachiesa cattolica, risvegliando attese e speranze, dando l'avvio al grande aggiornamento: teologico, liturgico, ecumenico...

Erano stati risolti tutti i problemi? Purtroppo, i fatti sembravano dimostrare il contrario. Il Concilio aveva certamente dato delle risposte valide alle esigenze dell'uomo moderno, ma non bastava. Nonostante tutte le riforme, la crisi religiosa non si fermava: il secolarismo continuava la sua avanzata, le chiese si svuotavano, le vocazioni calavano, lo slancio missionario sembrava esaurito... Le persone più attive e consapevoli si chiedevano - e molti si chiedono tuttora: Come mai? Che cosa manca? Che cosa dovevamo fare e non abbiamo fatto? Bisogna ammettere che si tratta di domande cruciali e che, in certa misura, mettono in gioco i fondamenti stessi della chiesa. D' altra parte, poiché capo e signore della chiesa è sempre Gesù Cristo, una soluzione della crisi ci deve essere!

A questi interrogativi erano particolarmente sensibili alcuni giovani professori universitari degli Stati Uniti, dove la crisi appariva particolarmente deleteria. Impegnati in prima persona in varie attività pastorali, essi vedevano attorno a sé scoraggiamento, depressione, evasione, oppure l'accettazione di una fede triste e rassegnata.

La forza dello Spirito Santo

Essi confrontavano la chiesa attuale con la chiesa che emerge dagli Atti degli Apostoli: una chiesa, questa, tutta unita, viva, entusiasta, convincente, cui "il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati (At 2, 48). Da che cosa dipendeva questa differenza? Compresero che le riforme strutturali non bastano, ma bisogna cambiare l'interno, ossia il cuore del cristiano. All'origine della chiesa c'era stata la Pentecoste. Era forse esaurita la potenza della Pentecoste? O ci siamo allontanati dalla Pentecoste?

Con questi interrogativi, essi erano arrivati al nodo della questione. Nella costituzione dogmatica sulla chiesa essi leggevano passi stupendi sulla presenza e l'azione dello Spirito Santo nella chiesa. Per esempio, il seguente «Lo Spirito Santo dimora nella chiesa e nel cuore dei fedeli come in un tempio (1 Cor 3,16; 6,19) e in essi prega e rende testimonianza della loro adozione filiale (cf Gal 4,6; Rm 8,15-16 e 26). Egli guida la chiesa verso tutta intera la verità (cf Gv 16,13), la unifica nella comunione e nel mistero, la costruisce e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti (cf Ef 1, 11Cor 12,4; Gal 5,22). Con la forza del Vangelo fa ringiovanire la chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo... Poiché lo Spirito e la sposa dicono al Signore Gesù: Vieni (cf. Ap. 22,17)... Così la Chiesa si presenta come un popolo adunato nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (LG 4/287).

Il Concilio parlava chiaro, ma la realtà?

A questo punto, l'attenzione dei nostri giovani ricercatori fu attirata dal movimento pentecostale (un movimento spirituale protestante che si richiama alla Pentecoste), che in quegli anni si era molto sviluppato tra le chiese evangeliche.

Come cattolici, erano assicurati dal Concilio che aveva affermato: “Quanto viene fatto dalla grazia dello Spirito Santo nei fratelli separati può contribuire alla nostra edificazione" (Decreto sull'ecumenismo 4/516). Dopo essersi bene informati, decisero di chiedere a un gruppo di pentecostali che pregassero per loro e su di loro. Attraverso questa preghiera, essi ricevettero una grazia potente, simile a quella della Pentecoste: si sentirono trasformati interiormente, ripieni di Spirito Santo, con un amore nuovo per Dio, per la chiesa e per gli uomini, esperimentarono la gioia di essere cristiani e si manifestarono in loro alcuni carismi. Quando, a loro volta, questi primi cattolici rinnovati pregarono su alcuni loro amici cattolici, chiedendo per essi una nuova effusione dello Spirito Santo, anche questi esperimentarono gli stessi cambiamenti.

La conclusione era evidente: lo Spirito Santo non era cambiato; la Pentecoste era davvero permanente; anche oggi il cristiano può attendere la forza dall'alto. Queste cose accadevano alla fine del 1966 e, all'inizio dell'anno seguente, già si formava il primo gruppo cattolico di preghiera carismatica. La notizia di questi eventi si diffuse rapidamente fra gli amici di varie università Usa, coinvolgendo professori e studenti. La grande scoperta era data dal fatto che la Pentecoste non era qualcosa di lontano e sperduto nel tempo, ma una realtà tuttora viva e attuale. Il papa Paolo VI aveva detto che la Pentecoste deve essere permanente. Ed ecco che questi primi iniziatori cattolici potevano constatare che la preghiera per una nuova effusione dello Spirito ritrovava, in qualche modo, l'efficacia sorprendente della Pentecoste. E quello che era ancor più sorprendente era il fatto che questa trasformazione interiore avveniva per tutti coloro che la chiedevano sinceramente. Fu una scoperta straordinaria. Ebbe inizio, da quel momento, una nuova generazione di cattolici. Ormai anche nella chiesa cattolica lo Spirito santo operava in modo nuovo. Il primo ritiro ebbe luogo a metà febbraio del 1967 presso l'università Dunquesne, a Pittsburg (Pennsilvania) e vi parteciparono circa 30 persone. In brevissimo tempo gli aderenti si moltiplicarono negli Stati Uniti e poi in Canada, in Europa e in tutto il mondo. Attualmente si dichiarano appartenenti al Rinnovamento carismatico cattolico circa 60 milioni di persone. Si tratta del più vasto movimento ecclesiale postconciliare.

Il Rinnovamento nello Spirito in Italia

Già nel 1971 abbiamo a Roma il primo gruppetto del RnS. Era plurilingue ed ecumenico. Successivamente si formano i vari gruppi linguistici e, nel 1973, si ha il primo gruppo di lingua italiana. Tuttavia, il vero lancio del RnS in Italia si è avuto dopo il 1975, Anno Santo, che ha visto a Roma il congresso internazionale. In quell'occasione, i 10.000 congressisti, precisamente il lunedì dopo la Pentecoste, furono ricevuti in S. Pietro da Paolo VI, il quale rivolse loro un mirabile discorso, pieno di incoraggiamento.

La risonanza di questi avvenimenti ha abbattuto le mura della diffidenza verso la novità e i gruppi si moltiplicarono in ogni regione e in ogni città.

Attualmente i gruppi in Italia sono circa 1800, collegati tra di loro a livello regionale (coordinatore e consiglio regionale) e nazionale (Comitato Nazionale di Servizio).

Ogni gruppo vive nella sua autonomia, ma in comunione con gli altri. Il cammino comune viene celebrato con gli incontri regionali e con le convocazioni nazionali che, da vari anni, si tengono a Rimini.

Una corrente spirituale

Che cos'è il Rinnovamento nello Spirito? Come si caratterizza all'interno della chiesa?

Innanzitutto, il RnS s'inserisce in quella che il papa Giovanni Paolo Il chiama "una nuova stagione aggregativa dei fedeli laici" (Christifideles laici, n. 29). Il papa, nel medesimo documento, ne spiega le ragioni culturali ed ecclesiologiche. Ma l'aggregarsi dei laici è soprattutto "un segno della comunione e dell'unità della chiesa in Cristo". È questa ragione profonda, afferma il papa, che fonda il diritto di aggregazione proprio dei fedeli laici (cf can. 215).

Il RnS, benché diffusissimo nel mondo intero, non si presenta però come un movimento vero e proprio, ma come una grande corrente spirituale. Non ci sono, infatti, iscrizioni o capi-fondatori. Nel presentare il RnS è doveroso dire che esso è uno in Italia con uno statuto guida approvato definitivamente dalla CEI il 14 Marzo 20002 a cui il gruppo della Parrocchia S.Andrea di Presicce fa riferimento.

Come abbiamo visto, tutto ha avuto origine da una forte esperienza dell'azione dello Spirito Santo nel cuore e nella vita di alcuni cattolici ferventi. Si parla di una nuova effusione dello Spirito, che si innesta nella realtà e nella spiritualità del battesimo, che infonde radicalmente lo Spirito Santo. Chi riceve questo sacramento nell'infanzia, ha bisogno di prenderne coscienza con l'uso di ragione e nell'età matura, con una scelta personale di Gesù Cristo come Signore della propria vita. Questa scelta non avviene automaticamente; spesso non avviene mai, ma si vive una fede incerta o abitudinaria. La preghiera per l'effusione dello Spirito, con tutto il suo caratteristico itinerario di preparazione, si rivela un mezzo potente per aiutare il cristiano a consegnare la propria vita a Cristo e ad aprirsi all'azione e ai doni dello Spirito Santo.

Chi siamo

Il gruppo si riunisce una volta alla settimana per un incontro di preghiera, articolato in preghiera di lode e di ringraziamento; la preghiera è alternata con ascolto della Parola di Dio e sua risonanza ed è accompagnata da canti e testimonianze, in un clima di gioia e di fraternità pasquale. Si dà spazio alla preghiera di intercessione e di liberazione. L’incontro diventa così una forma di annuncio, nella quale i partecipanti, sulla base del Sacerdozio comune dei fedeli, sono condotti ad un incontro personale con Gesù, tramite anche la propria testimonianza comunicata nella fede.

La vita del gruppo ha il suo cuore nell’esperienza della preghiera per una nuova effusione dello Spirito che, come afferma il Cardinale Suenens, richiama l’esperienza consapevole, il significato esperienziale del battesimo. L’effusione dello Spirito è, pertanto, un richiamo alla conversione, al rinnovamento interiore, una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana. A tal proposito Padre R.Cantalamessa afferma: “ L’uomo finalmente reca la sua parte, cioè fa una scelta di fede responsabile e personale, preparata dal pentimento, che permette all’opera di Dio di liberarsi e di sprigionare tutta la sua forza. Il dono di Dio viene finalmente “slegato”, la fede rivive e “ l’opus operantis” si rende manifesto” L’effusione dello Spirito Santo è causa di “rinascita” spirituale, la stessa che Gesù proponeva a Nicodemo, perché fosse capace di stupirsi delle meraviglie e delle novità dello Spirito.

Il gruppo si impegna a crescere nei seguenti aspetti:

1. nel porre al centro di ogni cosa Gesù, invocato e proclamato come Signore e Salvatore;

2. nella conversione permanente, espressa nella lotta al peccato e nel richiamo al cammino di Santità;

3. nel coltivare la passione per la gloria di Dio, nella preghiera di lode e di intercessione;

4. nel considerare l’urgenza della parola di Dio, da cui derivano l’ascolto profetico in preghiera e l’obbedienza alla Parola;

5. nella crescita nella vita comunitaria e nella condivisione fraterna che si esprime soprattutto nell’ascolto delle necessità dell’altro e nell’accompagnamento che manifesta attenzione ai fratelli nella vita quotidiana;

6. nella cura pastorale per gli ultimi, per i più deboli, per i “nuovi”;

7. nel rendere testimonianza di ciò che il Signore compie nella nostra vita e nella vita del gruppo.

 

Il gruppo si riunisce ogni domenica alle ore 17.00, a Presicce presso la chiesa di San Luigi, sita in Piazza del Popolo.

 

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