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Cammino Sinodale: Relazione finale

RELAZIONE FINALE DEL PERCORSO SINODALE


La comunità parrocchiale “S. Andrea Apostolo” in Presicce – Acquarica ha vissuto il suo cammino sinodale dal 26 gennaio al 17 febbraio 2022. Il percorso è stato strutturato su tre incontri di cui due in plenaria e un incontro in cui l’assemblea si è divisa in commissioni per favorire un clima di ascolto e di partecipazione maggiore. A questi incontri si è affiancato anche un percorso di riflessione vissuto con le classi terze della Scuola secondaria di 1° grado durante le ore di religione. L’invito alla partecipazione alle diverse assemblee è stato esteso a tutta la comunità parrocchiale, in particolare a coloro che sono impegnati nella vita pastorale della parrocchia e a tutte le associazioni cittadine che operano sul territorio parrocchiale attraverso una lettera di invito. Per favorire una partecipazione ancora più estesa e per ascoltare il pensiero anche di coloro che, per diversi motivi non avrebbero preso parte agli incontri in presenza, abbiamo prodotto un questionario da compilare online che ha avuto una buona risposta con circa 30 compilazioni.

L’incontro di apertura del 26 gennaio si è svolto in Chiesa madre ed ha visto la partecipazione di circa 50 persone tra le quali figuravano anche alcuni dei rappresentati delle Associazioni cittadine. In quell’occasione l’assemblea è stata introdotta sul senso del Sinodo e sulla metodologia con la quale il percorso parrocchiale si sarebbe strutturato. Ad ognuno è stato poi consegnato un foglio con una serie di domande per la riflessione personale propedeutica alla fase di ascolto nelle commissioni. La seconda tappa del percorso sinodale, quella di ascolto e condivisione, ha visto la comunità lavorare divisa in commissioni:

- la prima commissione, composta dagli educatori dell’Azione Cattolica ragazzi e dell’Azione Cattolica giovani e dalla Comunità Capi del gruppo Scout Presicce 1, si è ritrovata presso il Teatro dell’Oratorio don Tonino Bello l’8 febbraio. La riflessione si è concentrata sulla missione educativa della comunità parrocchiale chiamata a divenire sempre di più comunità educante. Sono emerse criticità legate soprattutto alla difficoltà di camminare insieme delle due associazioni (AC e AGESCI) troppo concentrate sui cammini specifici e spesso dimentiche della necessaria e arricchente integrazione dei diversi carismi e metodi educativi. Rilevare questa carenza ha però acceso il desiderio di una collaborazione sempre più proficua tra le due componenti con l’auspicio della creazione di un gruppo di coordinamento delle attività educative per poter pensare maggiori momenti di comunione e scambio così da trasformare le differenze in ricchezza. Per dare concretezza a questo auspicio si è vista la necessità di cercare non solo tempi e spazi per vivere questa comunione, ma valorizzare anche i luoghi che la rendono possibile: l’Oratorio parrocchiale con la sua necessaria rivalorizzazione e riappropriazione da parte della comunità. È emersa inoltre la necessità di offrire un’educazione integrale ai ragazzi, capace di trasformazione del linguaggio e dell’opera pastorale così da parlare un linguaggio comprensibile a tutti. È sempre più necessario inoltre, connotare l’agire educativo verso i ragazzi rileggendolo in un’ottica di missione e di servizio. Emerge da questa riflessione il bisogno di una Chiesa che cammini insieme e che sviluppi un’azione sinergica per poter essere davvero decisiva nella vita dei ragazzi ed essere segno per il mondo di una comunione possibile integrando le differenze. Per sintetizzare la riflessione in modo tale da essere un progetto sul quale iniziare a lavorare è stato composto un glossario educativo che servirà da traccia per la programmazione dell’azione educativa delle due associazioni.

- La seconda commissione composta dai rappresentanti delle diverse associazioni parrocchiali (Adulti di AC, Volontariato Vincenziano, RNS, Apostolato della preghiera, Confraternite, END, Schola cantorum) e membri della comunità non appartenenti ad alcuna associazione o movimento si è incontrata in Oratorio il 10 febbraio. La ricchezza della parrocchia, rappresentata dalla vivacità e dalla numerosa presenza di associazioni laicali, è stata riconosciuta da tutti evidenziando però come sia possibile una maggiore valorizzazione di questo tesoro. Quasi unanime è stato espresso il desiderio di una maggiore conoscenza e integrazione tra queste diverse componenti del tessuto parrocchiale. La possibilità offerta dal Sinodo di incontrarsi e parlarsi è stata vista come una prassi da rendere ordinaria offrendo, nel corso dell’anno, più possibilità di incontro e di scambio così da crescere nello stile sinodale. L’assemblea si è trovata dunque concorde sulla necessità di ridare vita a spazi di collegialità e partecipazione quale può essere il Consiglio pastorale. Anche la ripresa del giornale parrocchiale è stata vista come una scelta che va in tal senso offrendo un segno che parli della vita di tutta la comunità e metta in condivisione il racconto delle diverse esperienze della vita parrocchiale. Si è vista come necessaria una programmazione pastorale sotto la quale ogni componente associativa, movimento o gruppo di servizio possa scoprire un cammino comune al di là delle normali differenze di metodo. Espressione di questa maggiore partecipazione dovrebbe poi essere la celebrazione eucaristica dove, ad ora, si fa fatica a sentirsi coinvolti. La riflessione da ultimo si è diretta sulla responsabilità educativa della comunità verso le nuove generazioni. Per poter svolgere al meglio l’arte dell’educazione si è vista la necessità di liberare il cuore dalle nostalgie di un passato all’apparenza ideale e di rimettere al centro dell’attenzione la formazione delle famiglie e l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e parrocchia

.- La terza commissione composta dai giovanissimi e dai giovani ha invece composto una lettera alla Chiesa nella quale raccontare i punti di incomprensione, i loro sogni su di essa e la voglia di essere protagonisti del cambiamento che essi desiderano vedere. I ragazzi hanno riconosciuto una Chiesa che è madre ma dalla quale però fanno fatica a scoprirsi ascoltati, riconosciuti e valorizzati. Si sentono trattati come un problema, sempre giudicati per le loro mancanze. Sognano invece una Chiesa che dia loro ascolto, che sappia valorizzare il loro potenziale e la loro energia vitale, che proponga celebrazioni vive e non lunghi piagnistei, che li accompagni attraverso la paternità dei sacerdoti e che offra loro rocce stabili alle quali aggrapparsi quando le difficoltà si affacciano nella vita. Per questa madre desiderano spendersi, impegnando le loro capacità nell’accompagnare la crescita dei bambini, nel ridare bellezza agli spazi, nell’essere protagonisti della vita della comunità e non semplici ricettori di un’azione educativa. Anche l’ascolto vissuto nelle classi di terza media ha ricalcato le difficoltà, i sogni e gli impegni dei giovanissimi.

La sera del 17 febbraio la comunità ha avuto anche la possibilità di vivere la sua ultima tappa del cammino sinodale alla presenza del Vescovo. Dopo la celebrazione eucaristica si è tenuto un momento di ascolto che ha assunto toni molto familiari e fraterni. Gli interventi della serata hanno ricalcato ciò che era già emerso nelle fasi di ascolto precedente e alcune domande hanno trovato anche risposta nelle parole del Vescovo.

Ultimo aggiornamento (Sabato 26 Marzo 2022 23:17)

 
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