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Cammino Sinodale: Relazione Commissione 3

RELAZIONE COMMISSIONE N°3

(Giovani e giovanissimi)

Anche a noi giovani è stata offerta la possibilità di poter offrire il nostro contributo in questo Cammino Sinodale. Anzi, ci hanno confermato che della nostra voce non si può fare a meno e che anche nelle nostre visioni spesso critiche vi è nascosta la voce dello Spirito che apre strade nuove alla Chiesa, strade che spesso il mondo adulto fatica a cogliere. Dalla nostra riflessione è nata una lettera alla Chiesa:

 

Cara Chiesa,

a scriverti questa lettera sono i giovani della Parrocchia “S. Andrea Apostolo” di Presicce-Acquarica. Forse scrivere lettere non rientra nelle nostre corde e preferiremmo lanciarti un tweet o taggarti in una storia di Instagram. Vogliamo usare però un linguaggio che tu comprendi, forse un po' antico, ma desideriamo farci capire da te. Spesso sembriamo stare su pianeti differenti, guardare la realtà e darne letture opposte, sembriamo parlare lingue troppo diverse. Oggi proviamo a parlare la tua lingua per essere un po' provocatori: quando inizierai anche tu a parlare la nostra?

Cara Chiesa, ti scriviamo per dirti che spesso non riusciamo a capirti. Non ti capiamo quando sembri capace di dirci solo dei “No!”, coniugando i verbi sempre all’imperativo: “Tu devi…”. Il rimprovero sembra l’unica parola che tu sai rivolgerci: ma come ti vesti?!, ma che discorsi sono questi?! I giovani di una volta (cioè gli anziani che ancora ti frequentano) erano diversi da voi!

Noi siamo complicati, è vero, ma anche tu spesso parli un linguaggio incomprensibile, tocchi temi che sono lontani dalla nostra vita e spesso sei ripetitiva, ripetitiva, troppo ripetitiva. Ti perdi dietro le questioni burocratiche, c’è sempre qualche carta da compilare o qualche opera per la quale raccogliere delle offerte. Ma…quando sceglierai di ascoltarci? Non ti capiamo quando ignori i nostri problemi, quando non ci ascolti e non dai peso alle difficoltà che viviamo bollandole come “cose da ragazzi”. Quando ci ripeti che “non dobbiamo legarci troppo ai sacerdoti” e spostandoli in continuazione da una parrocchia ad un'altra non ci permetti di trovare dei punti di riferimento sui quali poggiarci e nei quali sperimentare la paternità di cui sentiamo il bisogno. Non capisci che in un mondo che si muove troppo velocemente noi abbiamo bisogno di rocce stabili alle quali aggrapparci?!

Cara Chiesa, noi per te abbiamo anche dei sogni. Non volevamo solo raccontarti in ciò che di te non va ma anche affidarti il nostro desiderio di vederti diversa. Ti sogniamo come una vera comunità dove fare esperienza dell’essere accolti senza pregiudizi. Ti sogniamo piena di giovani come noi con i quali mettere in gioco la nostra creatività, creare spazi di libertà, sperimentare la bellezza di divertirsi e coinvolgersi con uno stile nuovo e diverso. Ti chiediamo di coinvolgerci, di farci sentire protagonisti e non semplici ricettori della tua azione educativa. Sogniamo una liturgia che ci faccia sentire vivi, che sia a misura nostra e che non ci lasci indifferenti e passivi. Ti sogniamo misteriosa cioè capace di offrirci la via per il mistero della vita, custode di un mistero che ci interroga e ci mette in crisi. Ti vogliamo scoprire pian piano e vogliamo che tu ci accompagni verso grandi scoperte.

Non ci basta però sognarti così, sarebbe troppo facile demandare agli altri il compito di darti questa forma. Ci siamo chiesti cosa potremmo fare noi per te. Cara Chiesa, noi per te potremmo mettere in gioco le nostre capacità, darti una mano nel difficile compito di educare i bambini provando a supportarti in queste iniziative, metterci a servizio anche per quei lavori che servono a rendere belli e accoglienti gli spazi fisici in cui ti incontriamo. In te vorremmo fare un atto di fiducia, accogliere le tue proposte, provare a mettere del nostro nelle celebrazioni domenicali così da sentirci protagonisti. Per te potremmo provare a diventare coinvolgenti verso gli altri giovani. Con te vorremmo scoprire l’importanza della preghiera, capire perché non ne sentiamo ancora il bisogno, approcciarci in modo nuova alla Parola di Dio.

Cara Chiesa, quello che abbiamo da consegnarti non è tantissimo e forse tanto è ancora nascosto in noi e non ha ancora trovato la strada per venire fuori. Perdonaci se non abbiamo avuto peli sulla lingua, ascolta i sogni che abbiamo fatto per te, accogli i nostri piccoli impegni.

Ti vogliamo bene!

I tuoi giovani

 

 
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