Home IL PARROCO Editoriali 2019 Presicce - Acquarica: AUGURI! (Edit. Estate 2019)

Presicce - Acquarica: AUGURI! (Edit. Estate 2019)

PRESICCE – ACQUARICA: AUGURI!

Sac. Francesco Cazzato


In sei luoghi della chiesa parrocchiale vi è lo stemma di Presicce (il cervo che beve alla fonte all’ombra di un albero), il più antico è dipinto nella parte inferiore della grande tela di S. Andrea (1601).

Una crescita improvvisa del nostro paese avvenne quando nel 1481 fu distrutta dai turchi la vicina Pozzomauro e i suoi abitanti vennero ad abitare a Presicce. Quella prima “fusione” dei “naturali” (così venivano chiamati gli abitanti) dei due paesi motivò la costruzione di una nuova chiesa più grande (1561), capace di contenerli, e nello stesso tempo attirò molte famiglie benestanti dai paesi vicini perché sul primitivo piccolo villaggio non gravava il peso di molte gabelle. In pochi decenni Presicce si arricchì di grandi palazzi, di due ordini monastici (Carmelitani e Francescani Riformati), di numerose chiese… Presicce e Pozzomauro erano divenute unica entità: chiare testimonianze sono la ricostruzione da parte dei presiccesi dell’antica chiesa parrocchiale di Pozzomauro dedicata per l’occasione a “S. Maria degli Angeli” e la posizione della statua di S. Andrea che dall’alto della colonna guarda Pozzomauro.

Meno vicina a Presicce era Acquarica, collegata fino al 1851 unicamente dall’attuale via Gramsci; un ricordo della mia infanzia: campagne coltivate o a seminativi riempivano lo spazio tra la stazione ferroviaria e una cabina elettrica collocata poco prima del “Parco delle Rimembranze” di Acquarica. Camminando a piedi o a dorso di un asino la distanza si misurava per quella che era, non era immaginabile una futura fusione. C’era quel socievole antagonismo fatto di “sfottò” reciproco e, a livello sportivo, “mazzate” di gruppo.

Dalla “Visitatio” di Mons. De Rossi (1711) apprendiamo che Acquarica aveva 730 abitanti, Presicce 1038 e in quel mattino del 6 novemnre il “Visitatore” venne a Presicce “pedibus ambulandum” accompagnato dai sacerdoti di Acquarica. Nella relazione “ad limina” del 1741 è scritto che in Acquarica vi erano 10 preti, a Presicce 26.

Testimonianze di buon vicinato troviamo già nel 1645 e anni seguenti, quando numerose famiglie presiccesi, tra cui il parroco don Raffaele Giuranno, si rifugiarono in Acquarica “compulsi timore Principis”, quel principe che verrà ucciso nel 1655. Quando nella domenica del 6 luglio 1794 la nostra bellissima chiesa parrocchiale, già benedetta e funzionante fin dal 10 giugno 1781, fu solennemente consacrata dal vescovo Corrado Panzini, insieme ai sacerdoti di Presicce vi erano i sacerdoti di Salve e di Acquarica.

Concrete collaborazioni sono state la costruzione consortile del cimitero (1876) e la scelta del luogo della stazione ferroviaria (1911), il resto è storia recente.

Principalmente le rimesse degli emigranti hanno moltiplicato le abitazioni di ambedue i paesi e di fatto hanno cancellato i confini abitativi.

Ora tocca a noi scrivere la nuova storia. Auguri Presicce – Acquarica!

 
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