Home IL PARROCO Editoriali 2019 Semplice campanile o torre capanaria? Ascolta le pietre (Edit. Gen 19)

Semplice campanile o torre capanaria? Ascolta le pietre (Edit. Gen 19)

SEMPLICE CAMPANILE O TORRE  CAMPANARIA?

ASCOLTA LE PIETRE…

Sac. Francesco Cazzato



Sarebbe bello fare una raccolta delle leggende presiccesi! Una vuole motivare perché la parte superiore del campanile della chiesa parrocchiale sia piatta, senza una cuspide, magari sormontata da una croce. Si era nella fase terminale della costruzione, dall’alto si tre operai che vi lavoravano si offriva una “veduta aerea” esclusiva dell’intero piccolo paese che attorniava la chiesa: la vita che riempiva le strade, i cortili e gli stretti vicoli. Uno dei lavoratori fu distratto da un corteo nuziale che si stava formando in un vicolo , curioso di vedere la sposa, si sporse più del dovuto e cadde dall’alto. La morte di quell’uomo bloccò per sempre il completamento del campanile. Un commento alla francese direbbe: “Cherchez la femme”! Possibile che, in un’epoca dove erano inesistenti i diritti dei lavoratori, leggi sulla sicurezza, assicurazioni…, dove si moriva in qualsiasi età e pochi arrivavano alla vecchiaia, la morte di un solo operaio fosse stato il motivo per interrompere una costruzione di grande rilevanza pubblica? E poi, perché la costruzione di un campanile tanto lato (m. 30: è la torre campanaria più alta di tutto il basso Salento) per un paesino poco esteso?

Per ricevere risposte, occorre posizionarsi di fronte al campanile e ascoltare le pietre. Si vede subito come non sia parallelo alla facciata della chiesa, ma abbia una marcata inclinazione verso destra, quindi le fondamenta hanno una base diversa per il fatto che la costruzione precede di molto l’attuale chiesa parrocchiale.

Le due arcate superiori rivelano uno stile architettonico dissimile dalla prima; la mancanza del piano pavimentale tra la seconda e la terza arcata le rende comunicanti tra loro attraverso un semplice scala  a pioli posizionata all’interno; nel vano più alto manca ogni sostegno murario utile per far alloggiare delle campane, quindi il 3° arco non è funzionale per le esigenze del culto (le due campane ora presenti provengono dalla chiesa di Lido Marini e fatte collocare da don Gerardo su di un telaio metallico). Un occhio attento potrebbe seguire i segmenti di unione dei tufi sui quattro lati del piano inferiore e scoprire antichi ingressi poi murati.

Gli antichi archi, capitelli e affreschi scoperti nel recente restauro all’interno della base del campanile hanno dato ragione a mons. De Rossi che nella “Visitatio” del 1711 ha lasciato scritto: “Visitavi altare Corporis Christi quodo fuit antiquitus erectum aere publico... In hoc altare sunt transatae missae octo in mense cuiusdam beneficii quod habebat altare proprium sub loco campana rum,…” (= Ho visitato l’altare del “Corpo di Crsito” che fu anticamente costruito con denaro pubblico… In questo altare sono state trasferite le otto messe di ogni mese di quel beneficio che aveva il proprio altare sotto il posto delle campane). Ricordando che la “Visitatio” di De Rossi descrive non la chiesa attuale (1781), ma la precedente costruita nel 1551, data plausibile anche per il completamento dell’attuale torre campanaria, si deduce che la costruzione di questa sia avvenuta in due momenti diversi; quale era stato il motivo che ha consigliato l’innalzamento di due ulteriori archi e perché nel terzo si era a priori escluso il posizionamento delle campane? La risposta è da ricercare nelle vicende storiche del territorio.

La distruzione del casale di Pozzo Mauro avvenuta nel 1481 aveva spinto gli abitanti a trovare rifugio nella vicina Presicce, da qui la necessità di ampliare la chiesa (l’unico edificio capace di contenere tutti gli abitanti nei momenti importanti della vita sociale). In questa occasione, resi edotti della tragica fine di Pozzo Mauro, fu progettato l’innalzamento di una torre campanaria molto alta che servisse da torre di vedetta per avvistare in tempo il nemico quando ancora era lontano e quindi di avvertire con il suono particolare delle campane (allarme) la popolazione perché potesse mettersi in salvo; il 3° arco sarebbe servito come cabina di vedetta e le campane sollevate al 2° arco per meglio diffondere il suono nel paese accresciuto dalle abitazioni dei nuovi arrivati.

Per sostenere questo nuovo carico si era dovuto irrobustire le pareti perimetrali della cappella che era sottostante la prima arcata coprendo con spesse muraglie gli affreschi e le decorazioni, spostando le celebrazioni abituali di quella cappella su di un altro altare.

Torre campanaria polifunzionale: per contenere le campane, utilizzata come torre di vedetta, utile anche come segnaletica per i pellegrini che numerosi transitavano per recarsi al santuario di Leuca. Da Presicce passava la via che congiungeva il porto di Gallipoli all’antico santuario mariano; da Acquarica per via Gramsci si giungeva a Presicce, S. Maria degli Angeli, Madonna del Soccorso, si proseguiva per Barbarano… Una preziosa testimonianza ci è data dal “Diario” dell’Abate Giovanbattista Pacichelli, un sacerdote di Pistoia che aveva lavorato in diplomazia nella Nunziatura di Colonia e aveva compiuto diversi viaggi in Europa, due dei quali a Leuca. Nel 2° viaggio compiuto nella primavera del 1687 in compagnia di un suo domestico, montando su due cavalli presi a nolo, ha lasciato scritto che l’8 maggio, giorno dell’Ascensione, compì l’ultima tappa di poco più di 12 miglia per giungere a Leuca passando “…per Quarica, Presicce, Barbarano, terra ben murata, che a fatiga mi provvide vino e pane, Rosciano, Giuliano…”: in caso di epidemie o di particolare pericolo veniva appeso nella parte più alta un drappo, in genere di colore giallo, perché i pellegrini evitassero di transitare per il paese.

E la leggenda? Il campanile ne ha viste di spose e… altro ancora.

 
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