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Con Maria, generare Dio. Omelia Capodanno 2018 (don P. Nicolardi)

CON MARIA, GENERARE DIO

Omelia della Solennità di Maria SS. Madre di Dio

01 gennaio 2018

don Pierluigi Nicolardi


 


Cari fedeli,

in questo primo giorno dell’anno civile la liturgia della Parola ci pone tutti sotto l’egida della benedizione di Dio. La prima lettura, tratta dal libro dei Numeri, riporta la cosiddetta “Benedizione di Aronne”: «Ti benedica il Signore e ti custodisca…». Tutta la vita dell’uomo è posta sotto l’egida della grazia; non a caso, siamo a otto giorni dal Natale, e proprio nella messa del giorno di Natale abbiamo ascoltato nel prologo di S. Giovanni: «dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto, grazia su grazia». La grazia è Cristo, e si è fatto dono per ciascuno di noi, anche per gli ingrati! Entrando nel tempo, ha santificato ogni istante della vita dell’uomo.

Ma il primo giorno dell’anno civile è anche la solennità della Divina Maternità di Maria; oggi la Chiesa venera Maria con il più antico titolo, Theotokos, Madre di Dio. È il più antico titolo, ma anche il più contestato, da sempre. Il più contestato perché l’espressione Madre di Dio suona come un ossimoro; Dio, colui che non ha inizio né fine, non può essere stato generato da una donna. Sarebbe come voler dire che c’è stato un momento nella storia nel quale Dio non c’era; dunque non sarebbe più eterno. In realtà, l’espressione Theotokos si riferisce a Maria Madre del Figlio, la seconda Persona della SS. Trinità, che pure è Dio.

Fatta questa precisazione – che non ha solo valore storico, ancora oggi alcune sette pseudo-cristiane contestano il titolo di Madre di Dio – vorrei soffermarmi con voi su un aspetto; la grandezza di Maria SS. Madre di Dio sta nella sua capacità di generare Dio. Questa capacità – che è propria e singolare di Maria – è, in certo modo, partecipata a ciascuno di noi. Se affermiamo che Maria è modello e immagine della Chiesa, ossia di ciascun battezzato, allora anche noi dobbiamo avere la stessa capacità generativa. S. Agostino affermava che la grandezza di Maria non sta nell’essere stata madre, ma discepola. Con questo, non si vuole sminuire il ruolo di Maria, tutt’altro! Maria ha potuto generare Dio perché ha prima accolto l’annuncio del suo messaggio. S. Agostino, infatti, parla di una doppia generazione, prima nell’orecchio, poi nel grembo. Se Maria non avesse ascoltato, se non si fosse messa in un atteggiamento di ascolto fecondo della Parola di Dio, non avrebbe potuto generare. Come Maria, allora, anche ciascuno di noi, ogni volta che si pone in ascolto obbedienziale della Parola di Dio diventa “generatore di Dio”; ciascuno di noi ha la capacità di intessere nella propria vita il Verbo. D’altronde, se non ci sforziamo, guidati dalla grazia, di accogliere la Parola, quella stessa parola perde di efficacia. La Parola di Dio – ricorda la lettera agli Ebrei – è viva ed efficace, come spada a doppio taglio. Ma la sua efficacia dipende anche dalla nostra capacità di ascolto e di accoglienza. Come Maria, allora, possiamo essere grembo fecondo della Parola di Dio e permettere al Verbo di essere sempre generato nella storia.

Un’ultima parola la rivolgo alle donne. L’emancipazione femminile – che pure ha contribuito a scrivere un nuovo modo di essere donna nella storia contemporanea – ha portato sovente a rivedere il ruolo della donna nella società contemporanea, talvolta svilendo uno dei caratteri propri dell’essere femminile, la capacità di generare. Guardare a Maria, Madre di Dio, permette a ciascuna donna di recuperare un carattere che le è proprio, la capacità di generare, di dare vita. E voi, care donne, avete il grave compito di difendere questo carattere, propriamente femminile, ed eminente in Maria, ma anche di testimoniarlo e insegnarlo. Sì, insegnare a generare! È un compito tipicamente femminile, ma che deve essere proprio di tutti, soprattutto dei cristiani. Guardando a Maria, sappiate essere generatrici di vita, ma sappiate anche esserne maestre: solo chi genera nella carne, solo chi ama con amore di madre, un amore puro e donante, può insegnare cosa sia la carità, il dono gratuito. Buon anno!

Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Gennaio 2018 18:28)

 
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