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#Fragili (di Ilaria Lia)

#FRAGILI

di Ilaria Lia


 


“Fare del nostro destino la nostra destinazione” è l’invito che rivolge Alessandro D’Avenia, nel suo ultimo libro «L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita» (edito da Mondadori), ai suoi lettori. In una società presa da una quotidianità schiacciante, sempre più connessa ma isolata, piena di stimoli ma altrettanto di disperazione, come si fa ad essere felici? Come si fa a vivere appieno le proprie giornate e riuscire a realizzarsi? “Troppo concentrati sui risultati anziché sulle persone, trascuriamo di prenderci cura di noi stessi come esseri viventi” – scrive nel libro.

Professore di liceo e autore di libri di successo, rivolti prevalentemente per il pubblico adolescente (ma che vanno bene per tutte le età), D’Avenia si ritrova spesso a dover rispondere a domande più grandi di lui, sulla vita e la felicità, rivoltegli da studenti e lettori. Nel rispondere non ha dubbi: il personaggio che sa come si fa e ci può indicare la strada è Leopardi. Proprio il più grande tra i poeti italiani, quello che è conosciuto come il pessimista, “Giacomo Maiunagioia Leopardi”. Sembra un controsenso? No, per niente. Pagina dopo pagina ci si rende conto che il poeta di Recanati era un uomo che amava la vita e sopra ogni cosa la poesia e che nonostante le tante difficoltà incontrate nel breve arco della sua esistenza non ha mai smesso di essere fedele a se stesso.  Non si può evitare il dolore, ma si può trasformarlo in canto, così come ha fatto Leopardi. E i limiti, parafrasando la poesia tra le più famose “L’Infinito”, servono solo per acuire di più l’immaginazione e dare il desiderio di raggiungere l’infinito. Ciò che D’Avenia suggerisce al lettore è che ognuno di noi dovrebbe capire per cosa gli batte forte il cuore e coltivare la sua passione come un seme nel terreno, sapendo che per farlo germogliare sono necessarie tutte le stagioni. “Il senso della vita è il compimento, un processo che conosce lotte, cadute e battute d’arresto” e ancora “Il compito di un essere umano, anche il più fragile, è rimanere fedele a se stesso”. Anche i momenti bui sono necessari, preparano alla nuova primavera. E una volta che si fiorisce si diventa dono per gli altri. Come fa la ginestra, il fiore dell’ultima poesia di Leopardi, che sboccia nel deserto e dona bellezza al mondo. “L’arte di rinascere è l’arte di amare, perché solo chi ama fa qualcosa di bello al mondo. Solo l’amore ci consente di affrontare lo scandalo della fragilità del nostro essere, un amore che non dovrebbe mai venir meno, nonostante le nostre insufficienze, capace di farci accettare e far fiorire il nostro destino”.

Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Aprile 2017 23:02)

 
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