Home IL PARROCO Editoriali 2015 Editoriale Maggio 2015

Editoriale Maggio 2015

“PACE A QUESTA CASA…”

di don Francesco Cazzato


“Pace a questa casa…”, per buona parte del mese di aprile, sulla soglia di ogni abitazione presiccese è risuonato questo originale saluto.

Parole pronunziate dal prete, ma suggerite esplicitamente dal “Principale”: “In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!” (Lc 10,5); effettivamente sono parole quasi da formula magica: si è accolti con gentilezza e magari, tra il saluto e la preghiera di benedizione, capita di ascoltare simpatiche bugie: “Scusate il disordine”, mentre tutto è in perfetto ordine.

È una tradizione antichissima che si ripete ogni anno e si radica nei primi secoli della storia della Chiesa. All’epoca, il battesimo veniva dato solo nella notte di Pasqua e insieme al Battesimo si riceveva la Cresima e la prima Comunione. La festività pasquale non si limitava al ricordo dewlla Risurrezione di Gesù, quel ricordo era già ravvivato ogni otto giorni: “la domenica”; per ogni cristiano la ricorrenza annuale della Pasqua era anche il ricordo vivo del proprio ingresso nella Chiesa di Cristo, per cui al termine della lunga veglia del Sabato Santo si era creata l’abitudine di prelevare dal fonte battesimale un po’ della nuova acqua benedetta, utilizzata per il Battesimo dei nuovi cristiani, portarla a casa per ravvivare le preghiere e la vita feriale al grande miracolo avvenuto nel Battesimo: attaccati a Cristo, l’Unico Figlio di Dio, essere trattati dal Padre come suo Figlio e quindi gustare la gioia di essere così diventati figli di Dio.

Inevitabili ressa, spintoni, lamentele per comportamenti poco educati… tutti avevano fretta di rientrare nella propria casa dopo un’intera notte passa in chiesa; per cui fu deciso che sarebbero passati i sacerdoti a distribuire per ogni famiglia un po’ di quell’acqua pasquale. Le famiglie cristiane approfittavano di quella visita per offrire la “decima” o altri contributi per le necessità della Chiesa.

Dalla distribuzione dell’acqua santa alla benedizione di una nuova stanzetta, di animali domestici e da lavoro… il passo fu breve. Fino a qualche decennio addietro, ai lai del capezzale del letto dei nonni vi erano appese due acquasantiere che venivano riempite con acqua benedetta, non solo in questa occasione, e sin da bambini al catechismo veniva memorizzato, tre i cinque precetti della chiesa, anche il 4°: “Soccorrere alle necessità della chiesa, contribuendo secondo le leggi e le usanze”.

Ancora oggi, e non solo in occasione della visita e la benedizione delle famiglie, molti contribuiscono con vera generosità alle numerose necessità della nostra chiesa; le più immediate sono: il restauro della cappella dell’Addolorata e il recupero con il restauro e la pavimentazione della parte più antica della nostra chiesa parrocchiale, detta “chiesa dei morti”. Voglio ringraziarvi per la vostra generosità utilizzando le stesse parole che san Paolo ha usato nel ringraziare i suoi cristiani di Corinto in occasione di una raccolta di offerte: “…chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9,6-7).

 
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