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Editoriale dicembre 2014 Atteso regalo di Natale

ATTESO REGALO DI NATALE

21 dicembre: Riapertura della Chiesa della Madonna del Carmine

don Francesco Cazzato

Due santuari mariani, tutti e due artisticamente molto belli, arricchiscono la nostra Presicce; uno fuori dall’abitato, immerso nel silenzio della campagna, attira, oltre che per la bellezza, per la pace che si respira: è la chiesa di “S. Maria degli Angeli”; il secondo è nel centro del paese, affiancato da due strade ad intenso traffico di auto. Sono in tanti che trovandosi a passare sull’ampio marciapiede decidono di entrare per una breve visita e ricevono nutrimento per la loro fede e sensibilità spirituale: è la chiesa della Madonna del Carmine.

In origine ambedue le chiese erano state costruite fuori Presicce e sono state officiate da due Ordini Religiosi: in quella di Pozzo Mauro vi erano i “Francescani Riformati”, i “Carmelitani” gestivano la chiesa eretta sul pendio in direzione della serra di Specchia e dedicato a S. Giovanni Battista. Questa distante ubicazione esaltava il ruolo della chiesa matrice perché, trovandosi al centro dell’abitato, con il suo clero numeroso ben serviva la comunità dei fedeli e nello stesso tempo compiva un’azione equilibrante tra i due Ordini Religiosi.

Un particolare poco noto: ambedue le chiese extraurbane avevano davanti alla facciata un sagrato che le faceva rassomigliare: uno spazio rettangolare chiuso nei tre lati da un bancone di pietra che impediva agli animali di avvicinarsi  e veniva utilizzato come sedile.

All’epoca, un immaginario “piano regolatore” tendeva a far crescere il paese lungo l’antica “via dei pellegrini” che portava al Santuario di Leuca: l’attuale via Gramsci (detta: via vecchia di Acquarica o via Madonna dei Sette Veli), il castello, la chiesa parrocchiale, il tracciato stradale continuava in direzione della chiesa “S. Maria degli Angeli” (la statua di S. Andrea posta sulla colonna guarda in questa direzione), Madonna del Soccorso e proseguiva per Barbarano. L’abitare lungo questa importante arteria era ancor più favorito dalla falda acquifera che in questo tratto era facilmente raggiungibile con pozzi poco profondi.

La soppressione nel 1809 dei Carmelitani e la conseguente collocazione nell’ex-convento di tutti gli uffici pubblici, insieme al trasferimento nel 1817 della Confraternita “Maria Assunta in Cielo” nella Chiesa del Carmine, hanno contribuito a una decisa variante del piano urbanistico. La nuova strada provinciale (proposta dal cav. Giacomo Arditi nel 1851: Taurisano, Acquarica, Presicce, Salve, Morciano, Patù, Saligano, Gagliano) verrà fatta passare davanti alla chiesa e all’ex-convento dei Carmelitani e qui, per un tratto di circa 300 metri, verrà fiancheggiata da nuove abitazioni. Il paese assunse così un assetto urbanistico bipolare: Presicce “di sotto” con rifermento alla chiesa matrice e Presicce “di sopra” con riferimento alla chiesa del Carmine e al nuovo agglomerato urbano che si andava formando.

La chiesa del Carmine cessò di essere una chiesa extra-urbana (come lo era insieme alla chiesa di “S. Maria degli Angeli”, “S. Maria Addolorata”, “S. Maria del Soccoso”) e divenne quasi succursale della chiesa matrice in ordine alla celebrazione della messa domenicale.

Nel 1929 la Confraternita, per facilitare l’ingresso dei fedeli, tolse il muricciolo che limitava il sagrato e pavimentò lo spazio col cemento.

Nel 1935 il Comune chiese al Vescovo di poter uniformare, per motivi estetici, lo spazio di proprietà della chiesa con un marciapiede che avrebbe circondato i due lati dell’intero complesso.

I lavori di restauro, finanziati per metà dall’8X1000 della Chiesa Italiana (la nostra gratitudine verrà esternata con la firma sul modello nella Dichiarazione dei Redditi) e guidati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, sono serviti a rafforzare la stabilità dell’edificio e riportare la iniziale vivacità dei colori.

La generosità delle maestranze, a tutti i livelli, ci ha permesso di andare oltre gli interventi previsti.

Un grazie particolare al sig. Vincenzo Quaranta che con la sua generosità ha permesso il restauro dell’altare maggiore e alla Studio di Restauro e Conservazione “Andrea Erroi” che ha offerto il restauro della tela mariana centrale. Gli altari laterali e il grande Crocifisso attendono per il restauro nuova generosità dei presiccesi.

A noi tutti ora viene donata la gioia di poter salutare con accresciuta frequenza la Vergine nostra Madre e sapere di vivere la nostra quotidianità sotto il materno sguardo.

 
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