Home IL PARROCO Editoriali 2013 Non fiori, ma opere di bene

Non fiori, ma opere di bene

Non fiori, ma opere di bene

di don Francesco Cazzato


«Non fiori, ma opere di bene» è la frase che da anni è posta a chiusura dei manifesti funebri. Opere di bene: quali?

Forse è un fatto unico quello del cimitero di Presicce, dove manutenzione e arredi (pavimenti, intonaci, rivestimenti, scale, sedili, porte, vetrate, ecc.) sono stati curati dai cittadini in memoria dei cari defunti e non dall’Amministrazione Comunale. Ora che il decoro del cimitero è pressoché completo, suggerisco di canalizzare il desiderio di realizzare le “opere di bene” in memoria dei propri cari anche nelle chiese che i nostri antenati hanno costruito e dentro le quali hanno pregato.

I bisogni sono tanti: nel mese di luglio un fulmine ha bruciato l’impianto elettrico e dei microfoni della chiesa della Madonna degli Angeli. Le spese di riparazione sono da aggiungere a quelle precedentemente fatte nel corso di quest’anno: nuovo e più efficace impianto di illuminazione nella chiesa parrocchiale e della Madonna degli Angeli.

Le spese future?

Non chiamatemi pazzo.

Stiamo acquistando la chiesetta con l’ipogeo della Madonna del Rito; stanno per iniziare i lavori di restauro della Chiesa del Carmine (€ 200.000 finanziati dalla CEI, prelevati dall’8x1000); attendiamo l’approvazione per dare inizio ai lavori per una pavimentazione decorosa della “chiesa dei morti”; il restauro di due tele e della parte meccanica dell’organo della chiesa parrocchiale.

La chiesa della Madonna Addolorata necessita di urgenti e radicali interventi e non di una semplice imbiancatura della facciata. Come prete presiccese provo un senso di vergogna quando d’estate i turisti mi chiedono notizie di quella chiesetta ai piedi della collina… Questi impegni non me li sono sognati io, ma sono in molti che continuamente vengono a sollecitarmi: bisogna…, si dovrebbe…, “tuccava”….

Per la chiesa dell’Addolorata ho costituito un comitato, ho interessato il Comune per la bonifica delle sterpaglie dello spazio di proprietà comunale che attornia l’intero complesso.

Ora mi rivolgo a tutti voi in questo mese di novembre, a giusta memoria dei nostri cari defunti, vogliamo concretizzare le “opere di bene”, anch’io farò la mia parte, convogliando anche le offerte che vengono parcellizzate in tante opere benefiche per rendere più bello non solo il luogo dove riposeremo da morti, ma anche il paese dove abitiamo da vivi, la nostra Presicce, scegliendo vari obiettivi (ripeto: tutti suggeriti da voi) o aggiungendone altri.

Le opere di bene fatte da vivi, non solamente in occasione di morte di un familiare, sono i fiori più belli.

 
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