Home IL PARROCO Editoriali 2013 Editoriale Settembre-Ottobre 2013

Editoriale Settembre-Ottobre 2013

ORGOGLIOSO RICORDO

di don Francesco Cazzato

 


“Perfino un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno”, così mi è capitato di rispondere ad un professionista molto “informato” sulle debolezze dei preti presiccesi del secolo scorso.

Nel libro “Preti del Novecento nel Mezzogiorno d’Italia” edito nei primi mesi del 2013 vengono elencati 18 preti di Presicce, ovviamente molti di questi hanno svolto la loro missione in diverse parrocchie della diocesi e, occorre dire, pur con i limiti umani, hanno contribuito notevolmente alla crescita sociale e culturale di quelle comunità e possono essere considerati come “testimonial” fuori del territorio comunale delle sensibilità che si respiravano in Presicce.

Presento un breve profilo dei preti che hanno operato fuori dalla nostra parrocchia, riservandomi in altre occasioni di scrivere su quelli che hanno lavorato da noi.

Don Salvatore Bisanti (1841-1916), fratello maggiore del parroco di Presicce don Giuseppe, fu porzionario l’ultimo della chiesa recettizia di Barbarano, poi arciprete della cattedrale di Ugento; fece ingrandire, damdo l’aspetto attuale, il santuario dei Ss. Medici. Insegnò teologia dommatica in seminario e pubblicò in diverse edizioni il testo (470 pagine) del suo insegnamento. Partecipò attivamente nel Movimento fondato dal sacerdote ugentino don Agostino de Razza (del quale faceva parte anche il nostro don Ludovico Villani) con l’intento di costituire una Banca di credito interdiocesano. In un suo articolo “Leone XIII Pontefice della questione sociale” pubblicato il 28 maggio 1902 in “Provincia cattolica”, lamentava l’allargarsi e l’approfondirsi delle differenze sociali “tra cittadini e cittadini, cioè tra lupi sazi e pecore affamate”; da una parte i ricchi, gli usurai, gli accaparratori e gli speculatori, dall’altra i contadini che “buttando via il piccone lasciano il suolo natìo in cerca di terre ignote e di fortuna incerta”, i poveri che “senza lavoro non sanno come alimentare la famiglia languente nell’inedia…”.

Il presiccese don Ludovico Villani (1870-1943) visse i primi anni di sacerdozio come Pro-rettore nel Seminario di Ugento e fece parte del comitato di sacerdoti e semplici fedeli che resero la diocesi di Ugento la più attiva nell’intera provincia di Terra d’Otranto. Si viveva nell’entusiasmo acceso dall’enciclica sociale “Rerum Novarum” di Leone XIII e don Ludovico divenuto nel 1898 parroco di Lucugnano, nell’aprile 1900 fece nascere una sezione del Comitato Diocesano dell’Opera dei Congressi, la prima in diocesi, sezione chiusa nel giugno del 1932 perché il parroco fu diffidato dal Partito Fascista. Prima di morire dispose con testamento che una parte dei suoi beni fosse destinata per la costruzione di un asilo a Lucugnano; parte dei suoi libri sono nella Biblioteca del Seminario di Ugento.

A Supersano si susseguirono come parroci due preti presiccesi: don Vito Maria Sbarro e (1848-1911) e don Francesco Cazzato (1882-1942); il primo lo troviamo tra i firmatari sulla “Questione Sociale” degli inizi del secolo scorso, il secondo fece nel 1933 una donazione a Supersano per la costruzione di un asilo.

A Tiggiano la scuola materna è dedicata al parroco don Attilio Presicce (1886-1953), un altro sacerdote presiccese che donò la sua abitazione tiggianese per la realizzazione di tale opera; ebbe molto a cuore la sorte dei suoi parrocchiani dandosi da fare non poco perché molte operaie venissero assunte nell’Agenzia Tabacchi di Lucugnano. Alla sua morte la salma fu traslata nel

cimitero di Presicce, nella tomba della famiglia Giannelli, poi in quella della Confraternita; nel 1983 la cittadinanza di Tiggiano chiese ed ottenne che i resti mortali dell’amato parroco riposassero per sempre nel cimitero di Tiggiano.

Di alcuni preti presiccesi possediamo poche notizie: don Salvatore Fersini (1879) nel 1928 cessò di fare il parroco a Montesano per ritirarsi a Presicce; sulla sua casa in corso Italia, 47 si leggono le iniziali del suo nome. Don Luigi Mancino (1904-1984) dapprima viceparroco a Supersano e poi parroco per pochi anni a Gagliano, visse la sua lunga malattia nell’ospedale di Bisceglie.

La biblioteca del Seminario di Ugento, una tra le più prestigiose della provincia di Lecce, è dedicata al sacerdote al sacerdote presiccese don Vito Tonti (1885-1969). La sua casa natale è in via Roma, 101 parroco giovanissimo a Taurisano manifestò la sua poliedrica personalità nel campo religioso, sociale e culturale.

In un libro stampato nel 2012 sulla travagliata storia dell’asilo infantile di Taurisano si legge: “Mentre nel Nord Salento le Camere del Lavoro cercavano di riorganizzarsi con l’aiuto del sindacalista G. Di Vittorio, a Taurisano, oltre ai componenti della Lega Contadina, cercava di organizzare le lotte contadine contro il regime fascista il parroco don Vito Tonti”.

La cultura “socialista e anticlericale”, che ha dominato per decenni nella nostra Presicce, ha completamente ignorato questo sacerdote presiccese che ha testimoniato il socialismo vero partecipando, non alle chiacchiere dei bar o in qualche salone da barba, alla lotta coraggiosa per la liberazione delle terre per i contadini; fondatore dell’Asilo Infantile a Taurisano, celebrò una messa solenne in suffragio di Giacomo Matteotti nel 5° anniversario dell’assassinio (episodio mai citato dai nostri comizianti antifascisti)… Per evitare il confino già deciso dalle autorità fasciste, il vescovo lo richiamò a Ugento come Rettore e professore nel Seminario, cui fece dono dei suoi libri, brillò per la sua vasta cultura. Le sue ossa riposano nel cimitero di Acquarica.

Di questi preti possiamo conservare un orgoglioso ricordo.

 
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