Home IL PARROCO Editoriali 2012 Editoriale Settembre 2012

Editoriale Settembre 2012

1886: Miracolo a Presicce

a cura di don Francesco Cazzato



Chi pratica la secolare devozione dei “Quindici Sabati” in onore della Madonna di Pompei legge ogni anno, nel libro di preghiere scritto dal beato Bartolo Longo, il racconto di un miracolo avvenuto a Presicce nel 1886 per intercessione della Madonna di Pompei.

Voglio ripresentarlo alla conoscenza della comunità presiccese sia perché nella narrazione si attesta che questa devozione era a Presicce sin dal 1880, sia per invitare tutti a vivere con generoso entusiasmo il mese di ottobre dedicato alla Madonna del Rosario.

Il Beato riporta una lettera a lui scritta da don Andrea Sponsiello Cera, un dinamico e dotto sacerdote di Presicce.

“Il più giovane dei sacerdoti di questo Comune, di nome D. Cesario Cazzato, dopo cinque mesi di ostinata emottisi, sorpreso alla fine da una pleurite, venne nel giugno del 1886 presso a morte. Nessuno degli umani mezzi fu lasciato intentato: ma con nessun profitto! Si pensò ben tosto di ricorrere ai divini; ma anche questi si mostrarono infruttuosi. Il giovane sacerdote doveva irreparabilmente morire tisico.

Il giorno 19 di quel mese io mi trovavo a Roma per mie particolari faccende, quando mi ebbi da un mio confratello sacerdote una lettera, che finiva così: Il povero nostro con Cesario è dispiaciuto perché voi non potete trovarvi per i suoi funerali!...

Punto da vivo dolore, pensai non avervi altro espediente che ricorrere sdi persona alla Vergine taumaturga del Rosario, al suo caro Santuario di Pompei, e andare a bagnare di lagrime il suo Altare, e strapparle a forza di preghiere la grazia.

La sera del dì seguente corsi da Roma a Napoli; e la mattina del 21 mi recai in Valle di Pompei. Celebrai la Messa all’Altare della Madonna, e la pregai con tutto il cuore che volesse mostrare la sua potenza a pro del mio confratello morente.

Intanto in quello stesso giorno (21 di giugno) otto medici, chiamati in consulto, lo avevavo spacciato, e gli avevano assegnato poche ore di vita. L’infermo, munito dei Sacramenti, aspettava da un momento all’altro la morte.

La sua agonia si protrasse a lungo; sicché quando tornai a casa, che fu il giorno 23, lo trovai tuttora moribondo.

La sua penosissima agonia durò anche pei giorni 24 e 25 giugno; e tutti non solo in Presicce, ma ancora nelle vicine parrocchie di Acquarica del Capo, di Barbarano e altrove, pregavano il Signore che ridonasse la vita all’infermo; o almeno con una subita morte lo togliesse a uno stato così miserando.

La sera del 25 giugno, era di venerdì, nel prendere commiato dall’agonizzante (credevo di farlo per l’ultima volta), gli dissi: «Don Cesario, domani comincerà la funzione dei Quindici Sabati del Rosario, che, piacendo a Dio, faremo come ne’ sei anni passati. Parecchie anime pie pregheranno per la vostra vita temporale, se ciò torna di gloria a Dio, ovvero per l’anima vostra, se a Lui così piace!».

L’infermo, che non parlava da parecchi dì, accennò col capo di gradire la nostra carità.

La mattina del dì seguente (sabato 26 giugno) mi recai dall’agonizzante, che io reputavo spirato: ed oh, meraviglia! Lo trovai rimesso, che dormiva da mezz’ora.

Non credevo a me stesso! Uscii per andare in chiesa, e ringraziare la Regina del Rosario, quando m’imbattei nel medico curante. Tutto giulivo in viso gli annunziai che don Cesario era salvo. Ma il medico mi rise in faccia, e «Don Cesario è spirato!», mi rispose con gravità.

Turbato e sconcertato a quello improvviso annunzio, torno immediatamente a casa dell’infermo; e che vedo! Il caro giovane sacerdote non solo vivo, ma quasi sano!…

Da quell’ora il suo miglioramento progredì di giorno in giorno, sì che nella festa del Rosario, la prima domenica di ottobre, poté assistere senza incomodo a tutte le funzioni sacre, che si fecero per la solenne festività. Oggi il nostro don Cesario è vivo e sano con meraviglia di tutti, compresi i medici; e noi diamo gloria alla Madonna di Pompei, che ce lo ha ridonato!

La presente relazione, che io attesto e confermo nella sua parte sostanziale, può essere confermata da tutto questo popolo che ritiene e proclama miracolosa la guarigione del nostro amatissimo don Cesario Cazzato”

Sac. Andrea Sponsiello Cera, nato nel 1827, morto l’11 ottobre 1890 a 63 anni.

 
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