Home IL PARROCO Editoriali 2011 Editoriale Dicembre 2011

Editoriale Dicembre 2011

NATALE O NASCITA DEL SALVATORE!

 

di don Francesco Cazzato


L’ho subito riconosciuto!

Il tronetto in legno policromo con sfondo argentato, che ora si trova solitario nella sacrestia in “S. Maria degli Angeli” e che può diventare il primo germoglio di una futura zona museale che arricchisca gli spazi dell’antica nostra chiesa-santuario, era nella chiesa matrice e dava un tocco di vivacità nel tempo natalizio.

Prima del boom economico, il clima natalizio aveva tempi più ristretti e incominciava ad essere avvertito solo a ridosso della festa di S. Lucia, con l’inizio della novena di Natale. Ora il mercato del nord Italia ha invaso i nostri paesi e ha dilatato anche il classico tempo natalizio con l’addobbo dei negozi che avviene seguendo il calendario ambrosiano di Milano, secondo il quale il tempo liturgico dell’Avvento dura 6 settimane e ha inizio la domenica dopo S. Martino e non secondo il nostro Rito Romano: Avvento di 4 settimane e con inizio a fine novembre.

Proprio quel tronetto impediva che la statuetta poco evangelica del Gesù Bambino nudo e adagiato sulla paglia (il Vangelo di Luca per 2 volte parla del “Bambino avvolto in fasce” e deposto nella mangiatoia) stesse sull’altare oltre la settimana del Natale. Nel giorno di Capodanno proprio su quel tronetto si poneva la statuetta di Gesù Bambino in piedi, con una tunichetta bianca e in una mano sorreggeva il globo della terra; particolare importante, perché, veniva detto a noi bambini, non so se pure gli adulti ci credessero davvero, se quel globo fosse caduto dalla mano del Bambinello sarebbe avvenuta la fine del mondo. Il tronetto con la statuetta rimaneva sull’altare fino all’Epifania perché anche i Magi, venuti da lontano, potessero adorare il Salvatore del mondo.

Forse in questa ministoria, visualizzata nella piccola statua di Gesù Bambino in piedi con il “mondo” nella mano, i preti del passato hanno voluto porgere ai presiccesi illetterati del tempo la verità di Gesù “Salvatore del mondo”.

Luca nelle prime pagine del suo Vangelo introduce quasi in punta di… penna questo titolo; ai pastori analfabeti l’angelo annunzia: “Oggi, nella città di Davide, vi è nato un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce…”. L’intera narrazione dello scritto di Luca servirà a trasformare quell’articolo “un” che tiene stretta la missione di Gesù al popolo ebraico, come se ogni popolo avesse un suo particolare salvatore, all’articolo “il”, Gesù sarà “Il Salvatore” dell’intera umanità; supera quindi il desiderio coltivato negli aneliti di un popolo nelle varie fasi della sua storia particolare per proporre una salvezza universale.

Quale pensiero è contenuto nelle frasi: “Gesù è il salvatore del mondo” o “Gesù ci ha salvato dal peccato”?

Si chiama nel linguaggio religioso “peccato” la distanza che intercorre tra l’uomo e Dio; in Gesù, vero uomo e vero Dio, questa distanza, alias peccato, non esiste. Uniti a Lui, anche la nostra distanza personale tra noi e Dio, vera perché noi siamo creature e Dio è il Creatore, viene ad accorciarsi, ad azzerarsi.

“Gesù offre la salvezza a tutti” è come dire che offre ad ogni uomo la possibilità di non essere semplice creatura che vive sul pianeta terra (come il cane, il gatto,…), ma di vivere già sulla terra calamitati attraverso Gesù nel mondo di Dio, far sì che le mani del Dio della creazione possano continuare a lavorare nel nostro cuore e nella nostra vita perché già ora possiamo vivere da Dio; questo è possibile se accettiamo di vivere attaccati a Cristo, l’unico Dio vissuto sulla terra perché è nato uomo, ecco la festa del Natale.

Rimane vero quindi il messaggio trasmesso da quella statuetta di Gesù Bambino con il globo in mano: se il nostro mondo cade, se la nostra vita si allontana da quella mano che ci sorregge, allora è veramente la fine del mondo del nostro spirito, anche se continuiamo per alcuni decenni a camminare, a mangiare, a respirare come le altre creature animali che riempiono la terra.

Auguri di buon natale! Auguri cioè di conservare la gioia di trovarsi e l’impegno a non allontanarsi da quella Mano.

 
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